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- Relazione Annuale 2010

 CONTROLLO ACQUA DESTINATA AL CONSUMO UMANO ANNO 2010

A) Controllo acqua destinata al consumo umano

 Il controllo della qualità dell'acqua destinata al consumo umano, si realizza con indagini analitiche dell'acqua erogata dalle reti di distribuzione e con l'acquisizione delle conoscenze di base, attinenti la mappatura delle opere di captazione, trasporto, raccolta, trattamento e distribuzione dell'acqua fornita all'utenza.
 Le problematiche di carattere generale, nell'ambito della Zona Territoriale n.2 di Urbino, sono dovute in particolare ad un sistema di distribuzione dell'acqua, caratterizzato da un'elevata frammentazione delle strutture acquedottistiche e da un'ampia diversificazione delle fonti di approvvigionamento, che richiede un notevole impegno di personale e di mezzi, sia per chi è preposto alla gestione sia per chi è preposto al controllo.
 Allo stato attuale, 27 Comuni di questo comprensorio hanno affidato il servizio acquedottistico a Enti Gestori esterni, Marche Multiservizi per 25 Comuni (Acqualagna, Apecchio, Auditore, Belforte all’Isauro, Borgo Pace, Cagli, Cantiano, Fermignano, Frontino, Lunano, Macerata Feltria, Mercatello sul Metauro, Mercatino Conca, Montecalvo in Foglia, Montecerignone, Peglio, Petriano, Pian di Meleto, Piobbico, S. Angelo in Vado, Sassocorvaro, Sassofeltrio, Tavoleto, Urbania, Urbino), Hera per 2 Comuni (Carpegna e Montegrimano), mentre solo 2 comuni, (Montecopiolo e Pietrarubbia), gestiscono in proprio tale servizio attraverso gli uffici tecnici comunali, che si fanno carico di tutti i problemi inerenti la conduzione e la manutenzione degli acquedotti.
 Per quanto riguarda il controllo analitico relativo all'anno 2010, nel territorio della nostra Zona Territoriale sono stati presi in considerazione 294 punti di prelievo lungo le reti di distribuzione, dei quali 111 riguardano acquedotti con una popolazione servita inferiore a 100 unità, 162 riguardano acquedotti con una popolazione servita compresa tra 100 e 5000 unità, 21 punti riguardano acquedotti con una popolazione servita compresa tra 5000 e 50000 unità.
Questo Servizio collabora con l’ATO, l’ARPAM e le altre Zone Territoriali della Provincia e della Regione, al fine di promuovere un’attività di sorveglianza omogenea e condivisa, fondata su un reale coordinamento operativo tra tutti i soggetti interessati alla tutela dell’acqua destinata al consumo umano, nell’ambito delle rispettive competenze.
 La frequenza e il tipo di controlli analitici nelle reti di distribuzione è rimasta invariata rispetto al 2009 ed è continuata l'opera di sensibilizzazione degli Enti Gestori. Nell’anno 2009 sono stati programmati controlli, sia analitici che ispettivi, presso il 50% delle industrie alimentari (bar, ristoranti, agriturismi e comunque esercizi di preparazione, produzione, trattamento, conservazione o immissione sul mercato di prodotti alimentari o bevande) con approvvigionamenti privati, presso tutte le industrie alimentari il cui approvvigionamento idrico è assicurato con trasporto di acqua tramite autocisterne, presso le fontane pubbliche e presso i più importanti edifici pubblici.
 Le indagini analitiche che vengono effettuate si differenziano in due livelli, routine e verifica; i parametri del controllo di routine sono quelli indicati dalla legge, mentre, relativamente al controllo di verifica, sono stati previsti per il nostro territorio, due tipi di controllo denominati verifica di base e verifica completa. La verifica di base, che comprende i parametri più significativi per il nostro territorio, viene di norma effettuata nei punti delle reti di distribuzione, la verifica completa viene effettuata in occasione dei controlli agli impianti di potabilizzazione, alle captazioni e ai punti in rete collegati.
 Le frequenze di controllo per le reti di distribuzione, così come stabilito dal D.Lgs. 31/01, dipendono dal volume di acqua distribuito o prodotto ogni giorno per un singolo acquedotto o, se questo non è noto, dal numero di abitanti serviti dai singoli acquedotti, calcolando un consumo di 200 litri pro capite al giorno.
 Pertanto le frequenze di controllo per le reti di distribuzione, sono state le seguenti:
 a) acquedotti con consumo di acqua fino a 20 mc/g (abitanti serviti inferiori a 100) - n.2 controlli all‘anno di cui n.1 di routine e n.1 di verifica;
 b) acquedotti con consumo di acqua compreso tra 20 mc/g e 1000 mc/g (abitanti serviti compresi tra 100 e 5.000) - n.4 controlli all'anno di cui n.3 di routine e n.1 di verifica;
 c) acquedotti con consumo di acqua compreso tra 1000 mc/g e 2000 mc/g (abitanti serviti compresi tra 5.000 e 10.000) - n.10 controlli all'anno di cui n.8 di routine e n.2 di verifica;
 d) acquedotti con consumo di acqua compreso tra 3000 mc/g e 4000 mc/g (abitanti serviti compresi tra 15.000 e 20.000) - n.16 controlli all'anno di cui n.13 di routine e n.3 di verifica;
 e) acquedotti con consumo di acqua compreso tra 7000 mc/g e 8000 mc/g (abitanti serviti compresi tra 35.000 e 40.000) - n.28 controlli all'anno di cui n.24 di routine e n.4 di verifica; unico acquedotto con queste caratteristiche è l’acquedotto del Nerone - ex Consorzio Idrico Alto Metauro.
Non sono presenti, nel nostro territorio, acquedotti con consumo di acqua compreso tra 2000 mc/g e 3000 mc/g (abitanti serviti compresi tra 10.000 e 15.000), tra 4000 mc/g e 7000 mc/g (abitanti serviti compresi tra 20.000 e 35.000), o superiore a 8000 mc/g (abitanti serviti superiori a 40.000).
Inoltre è stata rivolta particolare attenzione anche alle fontane che non sono alimentate da acquedotti comunali, ma alle quali possono liberamente accedere gli utenti e alle più importanti strutture pubbliche.
Fontane: Le fontane alle quali possono liberamente accedere gli utenti e per le quali viene assicurata manutenzione da parte dei comuni e/o gestori sono 3 e sono state controllate ogni sei mesi (per un totale di n.6 campionamenti per analisi chimiche e 6 campionamenti per analisi  batteriologiche) evidenziando solo per una fontana, due non conformità per parametri batteriologici.
Edifici pubblici: sono stati controllati gli ospedali di Cagli, Sassocorvaro e Urbino e i due collegi Universitari di Urbino per un totale 11 campionamenti per le analisi chimiche e 11 campionamenti per le analisi batteriologiche, le cui analisi sono risultate sempre conformi.

Per quanto riguarda il controllo nelle reti di distribuzione, fontane ed edifici pubblici, sono stati effettuati:
N. 1323 campionamenti per le analisi batteriologiche;
N. 1327 campionamenti per le analisi chimiche.

Sono stati programmati frequenti controlli presso gli impianti di potabilizzazione con particolare attenzione alla conoscenza di tutte le problematiche connesse ai trattamenti di potabilizzazione dell’acqua.
Gli impianti di potabilizzazione di acque superficiali del nostro territorio sono otto:
1 - Urbania (Pozzi Cioppi), nel 2010 mai attivato
2 - Urbino (Ca’ Spadone), nel 2010 mai attivato
3 - Pole di Acqualagna (Invaso Crivellini)
4 - Fermignano (San Silvestro)
5 - Sassocorvaro (Mercatale)
6 - Macerata Feltria (Capriola)
7 - Mercatello sul Metauro (Pian Marzolino)
8 - Schieti di Urbino (Schieti) dal 2005 non più in uso
E’ presente inoltre nel nostro territorio un impianto di potabilizzazione di acque sotterranee nel Comune di Sassocorvaro, presso il quale  vengono effettuati controlli e indagini specifiche. In tale Comune, per il problema dell’elevata concentrazione di solfati, nitrati e magnesio in alcuni pozzi, è stato progettato un impianto di potabilizzazione ad osmosi inversa, entrato in funzione nel 1999. Nel corso del 2010 non è stato attivato e la zona interessata è stata collegata al potabilizzatore di Mercatale.
L’impianto deferrizzatore di Borgo Massano nel Comune di Montecalvo in Foglia, realizzato circa 20 anni fa a causa della presenza di pozzi con alto contenuto di ferro e manganese, è ormai fuori uso da alcuni anni e per poterlo riattivare sarebbero necessari importanti interventi di manutenzione che al momento non sono programmati. La località Borgo Massano è stata collegata all’acquedotto di Urbino.

Sono stati effettuati controlli alle entrate e uscite di ogni impianto e contemporaneamente in uno o più punti significativi della rete di distribuzione, con analisi di verifica completa, per un totale, relativamente agli impianti, di:
N. 38 campionamenti per le analisi chimiche;
N. 38 campionamenti per le analisi batteriologiche.
I campionamenti dell'acqua superficiale presso le opere di presa dei potabilizzatori sono effettuati dall'Arpam, (nel 2010 sono stati 58 per le analisi batteriologice e 58 per le analisi chimiche)
 
 Per quanto riguarda le fonti di approvvigionamento, nel territorio dei 29 comuni dell'Az. USL di Urbino, sono attualmente utilizzate per l'immissione nelle reti di distribuzione circa 349 captazioni di acqua sotterranea – 270 sorgenti e 79 pozzi e 8 captazioni di acqua superficiale.  Il controllo sia analitico che ispettivo in questo anno è continuato, dando la priorità alle captazioni che alimentano gli acquedotti a servizio di un maggior numero di abitanti o più acquedotti e a quelle che si trovano in condizioni igieniche più critiche.
 Per ogni fonte di approvvigionamento ispezionata è stata compilata una relazione di sopralluogo nella quale è stato descritto il manufatto relativo all'opera di presa, il trattamento di potabilizzazione adottato, la zona di tutela assoluta, la zona di rispetto e l'eventuale presenza delle attività vietate ai sensi dell'Art.94 del D.Lgs. n.152/06.
 Infine i risultati del controllo analitico e ispettivo sono stati trasmessi ai Comuni e agli Enti Gestori degli acquedotti interessati, accompagnati in caso di non conformità alle norme vigenti, dalla proposta di provvedimenti tecnici e amministrativi. 

Sono state ispezionate N. 101 opere di captazione di acqua sotterranea ed effettuati campionamenti per un totale di:
N. 87 campionamenti per le analisi chimiche;
N. 87 campionamenti per le analisi batteriologiche. 

 In aggiunta al controllo analitico, anche nell’anno 2010 è continuato l’aggiornamento delle schede informative relative ad ogni Comune che permettono una veloce correlazione, tra i vari punti di prelievo lungo le reti di distribuzione e le rispettive fonti di approvvigionamento; tali schede contengono anche informazioni, periodicamente aggiornate, relativamente ai trattamenti di potabilizzazione, agli abitanti serviti e alle analisi effettuate presso le captazioni.
 I risultati analitici sono stati riassunti in schede di riepilogo allegate, dalle quali si deduce una generale conformità dal punto di vista chimico, tranne poche eccezioni, mentre per quanto riguarda le analisi batteriologiche, la situazione è più critica. In generale risulta un 6% di controlli non conformi, dei quali circa 1.7% ha determinato l’emissione di Ordinanza di non potabilità, comunque revocate dopo pochi giorni.
 I problemi dal punto di vista chimico riguardano tre casi di superamento per trialometani e occasionali problemi di torbidità o sporadica presenza di ferro e manganese, a causa di variazioni di pressione dell'acqua in vecchie reti di distribuzione.
Un problema senz’altro peculiare del nostro territorio è l'elevato utilizzo di acque superficiali potabilizzate che, particolarmente in periodi di eccezionali eventi atmosferici o di grave siccità come quelle verificatasi negli ultimi anni, presentano un'elevata concentrazione di sostanze organiche che combinandosi con i prodotti derivanti dai trattamenti di disinfezione con ipoclorito, determinano la formazione dei composti organo alogenati che sono tossici anche a bassissime concentrazioni.
 Nel 2010, non si sono verificate fioriture particolari di Alghe Cianoficee - Anabaena spp, nell’acqua superficiale dell’invaso di Mercatale di Sassocorvaro. In ogni caso, considerato che uno stato trofico, se non trattato, va incontro ad un peggioramento progressivo, è sempre importante, da un lato, intervenire sulle cause che possono determinare la fioritura algale, con l’obiettivo di perseguire il risanamento del lago, dall’altro, mettere in atto tutti i provvedimenti tecnici per garantire la tutela della qualità dell‘acqua destinata al consumo umano, derivante dall‘impianto di potabilizzazione.
Pertanto, questo Servizio ha sempre sollecitato una continua attenzione sullo stato del lago e del fiume e ha sorvegliato sulla massima razionalizzazione del sistema di potabilizzazione, chiedendo agli Enti competenti di adottare tutte le misure necessarie per prevenire le condizioni che favoriscono la proliferazione algale e per mantenere la salubrità dell‘acqua destinata al consumo umano.
 Nell’anno 2010, oltre alla sorveglianza sulle caratteristiche di idoneità dell'acqua dei pubblici acquedotti, è stata rivolta particolare attenzione anche all’approvvigionamento idrico delle industrie alimentari con captazioni private, (bar, ristoranti, agriturismi e comunque esercizi di preparazione, produzione, trattamento, conservazione o immissione sul mercato di prodotti alimentari) e delle industrie alimentari il cui approvvigionamento idrico è assicurato con trasporto di acqua tramite autocisterne,
Industrie alimentari con approvvigionamento privato: è stato aggiornato il censimento di tutte le strutture in attività non collegate ad acquedotti pubblici che sono risultate n.36 (di cui n.2 con approvvigionamento in comune, n.2 con due captazioni) per n.37 pozzi o sorgenti. E’ stato effettuato il controllo delle strutture in attività non controllate nel 2009 (n.18) e tutte le attività che nel 2009 avevano evidenziato problemi di non conformità (4). Sono stati effettuati 32 campionamenti per analisi batteriologiche e 32 campionamenti per analisi chimiche (n10 + n.10 campionamenti si riferiscono a ripetizioni per non conformità. Dall’indagine sono emersi i seguenti risultati:
n.12 strutture con controlli analitici risultati conformi;
n.1 struttura con controlli analitici che hanno evidenziato per 2 volte non conformità per i parametri chimici di cui alla Tab. C (Na e SO4), che in breve tempo sono state risolte e ricontrollate, ma che non ha risolto definitivamente il problema e successivi controlli sono risultati non conformi;
n.1 struttura con controlli analitici che hanno evidenziato per 2 volte non conformità: 1 volta per i parametri chimici di cui alla Tab. C (Cl e Na) e una volta per i parametri chimici di cui alla Tab. B (Ni), che in breve tempo sono state risolte e ricontrollate;
n.1 struttura con controlli analitici che hanno evidenziato per 2 volte non conformità 1 volta per i parametri chimici di cui alla Tab. B (trialometani) e 1 volta per i parametri batteriologici di cui alle Tab. A e C, che in breve tempo sono state risolte e ricontrollate;
n.3 strutture con controlli analitici che hanno evidenziato non conformità per i parametri chimici di cui alla Tab. B (2 per trialometani e 1 per NO3), che in breve tempo è stata risolta e ricontrollata.
n.4 strutture con controlli analitici che hanno evidenziato non conformità per i parametri batteriologici di cui alle Tab. A e C, che in breve tempo sono state risolte e ricontrollate (una di queste si è allacciata al pubblico acquedotto).
Industrie alimentari rifornite da autocisterne: è stato aggiornato il censimento di tutte le strutture non collegate ad acquedotti pubblici e il cui approvvigionamento idrico è assicurato con trasporto di acqua tramite autocisterne, che sono risultate n.4; è stato effettuato il controllo di tutte le attività con un totale di 4 campionamenti per analisi batteriologiche e 4 campionamenti per analisi chimiche, le relative analisi sono risultate conformi per n.3 attività, mentre per una attività si è riscontrata non conformità per i parametri batteriologici di cui alla Tab. C, che in breve tempo è stata risolta.

 Commento ai dati: il numero di campionamenti e di indagini analitiche è stato coerente con quanto previsto dal D.Lgs. 2 febbraio 2001, n. 31 e successive modifiche. Durante l’anno 2010 sono stati organizzati alcuni incontri con Enti Gestori e Comuni, per individuare i provvedimenti necessari e i relativi tempi di adeguamento per il ripristino della qualità dell’acqua destinata al consumo umano negli acquedotti che presentavano ancora problematiche. Alla fine del 2010 si è evidenziata una diminuzione delle non conformità rispetto al 2009 negli acquedotti pubblici, solo il 1,7% dei controlli effettuati ha determinato l’emissione di Ordinanze di non potabilità.
 Pertanto una parte di popolazione, che abita per lo più in zone rurali, nell’anno 2010 ha comunque dovuto far fronte a occasionali problemi di  non potabilità, soprattutto a causa di acquedotti che presentano ancora carenze strutturali dovute alla vetustà delle opere di captazione e di distribuzione, ma anche a causa di non regolare ed efficace funzionamento dei sistemi di disinfezione.
 Nel 2010 si è evidenziato un aumento delle non conformità rispetto al 2009, nei controlli relativi alle industrie alimentari con approvvigionamento privato, a causa di una non corretta gestione degli impianti di trattamento. Pertanto, oltre ai provvedimenti di competenza previsti dalle normative vigenti, è stata intensificata la vigilanza e l’opera di sensibilizzazione presso gli operatori interessati, che continuerà anche nel 2011, al fine di  fornire le informazioni necessarie per una consapevole attività di manutenzione degli impianti idrici privati, dalla captazione al trattamento e distribuzione dell'acqua fornita ai propri clienti.


ALLEGATI (riportati su CD)

Allegato 1: Riepilogo dati analitici reti di distribuzione
Allegato 2:
Tabella distribuzione punti di prelievo e captazioni
Allegato 3: Tabella distribuzione punti di prelievo secondo gli abitanti serviti
Allegato 4: Riepilogo dati analitici e sopralluoghi presso captazioni
Allegato 5: Riepilogo dati analitici uscite potabilizzatori

Il Referente del Settore
Acque destinate al consumo umano e minerali
(dott.ssa A.M. Fabbri)

Il Direttore del Servizio
Igiene degli Alimenti e della Nutrizione
(Dott.ssa Patrizia Mattei)

 

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