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- Caratteristiche delle acque potabili nella Zona Territoriale n. 2 di Urbino

CARATTERISTICHE DELLE ACQUE POTABILI NELLA ZONA TERRITORIALE N.2 DI URBINO

Il fabbisogno idrico-potabile dei 29 comuni della Z.T. N.2 di Urbino è soddisfatto da circa 160 acquedotti pubblici alimentati da acque sotterranee e da acque superficiali potabilizzate, di questi, 8 sono piuttosto importanti, riforniscono una popolazione superiore a 5000 abitanti e sono due acquedotti di Urbino, uno di Urbania, uno di Fermignano, uno di Cagli, tre acquedotti in consorzio fra più comuni: ex Consorzio Alto Metauro(Nerone), ex Consorzio di Piandimeleto, Potabilizzatore di Mercatale.
La restante parte di territorio  è servito da un elevato numero di acquedotti, più di 100 che riforniscono una popolazione inferiore a 100 abitanti, spesso di piccolissime dimensioni anche solo 10 abitanti serviti, che richiedono un notevole impegno per la gestione ed il controllo. Non a caso i problemi maggiori si rilevano nelle piccole reti delle zone collinari e montane dove più frequenti sono gli episodi di non conformità dell’acqua, soprattutto per problemi batteriologici.

Le acque provenienti da sorgenti ubicate in formazioni calcaree del monte Nerone dei monti delle Cesane, del Furlo, di Montiego e del monte Carpegna, presentano valori di conducibilità elettrica compresi fra 200 e 400 μS/cm a 20°C e residuo salino costituito essenzialmente da bicarbonato di calcio. L’area montana è quella che fornisce l’acqua di migliore qualità chimica, durezza compresa tra 10 e 20 gradi francesi e contenuto di nitrati, salvo pochissime eccezioni, sempre inferiore a 5 mg/l.
L’ex Consorzio Idrico dell’Alto Metauro eroga acqua proveniente da sorgenti e drenaggi ubicati sul versante Nord Ovest del Monte Nerone, con conducibilità inferiore a 300 μs/Cm, contenuto molto basso di cloruri, solfati e nitrati, bassa durezza (15 °F); serve i comuni di Urbino, Urbania, Fermignano, Acqualagna, Sant’Angelo in Vado e Peglio, l’approvvigionamento dei singoli acquedotti risulta poi integrato con acque locali.
Nella zona di Piobbico sono presenti acque ad elevata concentrazione di ione fluoro compresa fra 1.0 e 1.5 mg/l F.
Le acque provenienti dalle zone collinari hanno valori di conducibilità elettrica più elevati, compresi fra 400 e 800 μS/cm a 20°C e durezza compresa fra 20 e 40 gradi F; i nitrati sono compresi fra 5 e 40 mg/l di NO3, a causa di una maggiore attività agricola.
L’ex Acquedotto Consortile di Piandimeleto, che serve i comuni di Piandimeleto, Belforte all’Isauro, Lunano e Frontino, eroga acqua di tipo bicarbonato calcica, proveniente da sorgenti ubicate principalmente in territorio collinare con valori di conducibilità intorno a 600 μs/cm, nitrati con concentrazioni attorno a 20 mg/l e durezza totale di circa 30°F.
Le acque provenienti invece da formazioni marnose o da arenarie che caratterizzano le zone dell’Alpe della Luna e la zona del Burano, presentano valori di conducibilità elettrica compresi fra 400 e 600 μS/cm a 20°C con contenuto di solfati più elevato. Una importante risorsa è la falda profonda del Burano, tale acqua, che presenta conducibilità di poco superiore ai 500 μS/cm e valori piuttosto elevati di solfati (intorno a 170-180 mg/l), è sfruttata da due pozzi collegati all’acquedotto di Cagli.
Le acque derivanti da pozzi scavati nel subalveo dei fiumi Foglia, Conca  e Metauro presentano valori di conducibilità elettrica generalmente compresi fra 500 e 1500 μS/cm a 20°C. In tali zone  le concentrazioni di nitrati sono più elevate, generalmente risultano comprese fra 10 e 50 mg/l NO3, con rari superamenti del valore limite di 50 mg/l fissato dal D.Lgs.31/01, la componente bicarbonato calcica è prevalente, ma accanto a una presenza a volte significativa di solfati e cloruri alcalini e alcalino terrosi.

A partire dagli anni ’80, il fabbisogno idrico crescente a portato all’uso sempre maggiore di acque superficiali potabilizzate. Attualmente nella provincia di Pesaro sono in esercizio 10 potabilizzatori dei quali 8 sono nella Zona Territoriale n.2 di Urbino; alcuni di tali impianti funzionano solo pochi mesi all’anno e mediamente presentano valori di conducibilità compresi fra 500 e 800 μS/cm a 20°C, durezza totale fra 25 e 40 °F, nitrati fra 5 e 25 mg/l NO3, solfati fra 50 e 100 mg/l SO4, cloruri fra 20 e 40 mg/l Cl e sodio fra 10 e 30 mg/l Na, fa eccezione l’impianto di Pole dove viene potabilizzata l’acqua del Burano che ha un contenuto molto più elevato di solfati. L’acqua potabilizzata viene generalmente utilizzata  in miscela con acque sotterranee in varie proporzioni a seconda delle necessità e delle zone. 
Gli impianti di potabilizzazione del nostro territorio:
1 - Urbania (Pozzi Cioppi)
2 - Urbino (Ca’ Spadone)
3 - Pole di Acqualagna (Invaso crivellini)
4 - Fermignano (San Silvestro)
5 - Sassocorvaro (Mercatale)
6 - Macerata Feltria (Capriola)
7 - Mercatello (Pian Marzolino)
8 - Schieti di Urbino (Schieti) dal 2005 non più in uso

 

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