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- Attività di controllo nella Zona Territoriale n. 2 di Urbino

ATTIVITA’ DI CONTROLLO SULLE ACQUE POTABILI
NELL’ASUR MARCHE - ZONA TERRITORIALE N.2 DI URBINO

L'ambito territoriale dell’ASUR, Zona Territoriale n.2 di Urbino, comprende 29 Comuni per una superficie di 1.473 Kmq ed un bacino di utenza di circa 80.000 abitanti.
Il Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN)
è responsabile del controllo ufficiale sulle acque destinate al consumo umano, che viene svolto secondo le disposizioni previste dal D.Lgs. 31/01 e dal decreto n.178/03 della regione Marche che individua i criteri generali per l'organizzazione dei piani di controllo sulle acque destinate al consumo umano da parte dell’Azienda Sanitaria.
Il SIAN formula il giudizio di qualità e di idoneità all’uso sulla base dei controlli chimici e microbiologici; comunica al Gestore, nel caso di superamento dei parametri previsti dal D.Lgs. 31, l’avvenuto superamento, chiedendo se necessario al Sindaco l’adozione dei provvedimenti di divieto o di limitazione d’uso; propone al Gestore gli eventuali interventi finalizzati a salvaguardare e/o promuovere la qualità dell’acqua, che devono essere commisurati all’entità del rischio per la salute.
Il sistema di distribuzione dell'acqua potabile in questo territorio è caratterizzato da un'elevata frammentazione delle strutture acquedottistiche e da una notevole diversificazione delle fonti di approvvigionamento, di origine sotterranea e superficiale, con presenza di numerosissimi pozzi e sorgenti, che richiede un notevole impegno di personale e di mezzi, sia per chi è preposto alla gestione sia per chi è preposto al controllo.
Il SIAN collabora con l’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale (AATO), l’Agenzia Regionale  per la Protezione Ambientale Marche (ARPAM), L’Istituito Superiore di Sanità e le altre Zone Territoriali della Provincia e della Regione, al fine di promuovere un’attività di sorveglianza omogenea e condivisa, fondata su un reale coordinamento operativo tra tutti i soggetti interessati alla tutela dell’acqua destinata al consumo umano, nell’ambito delle rispettive competenze.
Allo stato attuale, 27 Comuni di questo comprensorio hanno affidato il servizio acquedottistico a Enti Gestori esterni, Marche Multiservizi per 25 Comuni (Acqualagna, Apecchio, Auditore, Belforte all’Isauro, Borgo Pace, Cagli, Cantiano, Fermignano, Frontino, Lunano, Macerata Feltria, Mercatello sul Metauro, Mercatino Conca, Montecalvo in Foglia, Montecerignone, Peglio, Petriano, Pian di Meleto, Piobbico, S. Angelo in Vado, Sassocorvaro, Sassofeltrio, Tavoleto, Urbania, Urbino), Hera per 2 Comuni (Carpegna e Montegrimano), mentre un solo 2 comuni, (Montecopiolo e Pietrarubbia),
gestiscono in proprio tale servizio attraverso gli uffici tecnici comunali, che si fanno carico di tutti i problemi inerenti la conduzione e la manutenzione degli acquedotti.
Per ogni Comune è stata predisposta una mappatura delle opere di attingimento, trasporto, raccolta, trattamento e distribuzione dell'acqua fornita all'utenza, al fine di individuare i punti di prelievo da utilizzare per il controllo degli acquedotti. Tali mappature sono state verificate e ufficialmente trasmesse al SIAN, sottoscritte dai Responsabili degli Enti Gestori, con l'impegno di comunicare ogni eventuale successiva variazione, compresa l'immissione in rete di acque già autorizzate e controllate, ma utilizzate solo in caso di necessità.
Il Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione, esegue ogni anno oltre 1.500 campioni sugli acquedotti dei 29 Comuni, mettendo a disposizione quindi una grande quantità di dati che consentono di assicurare il puntuale rispetto dei requisiti di legge e la sicurezza delle acque distribuite.
Il controllo della qualità dell'acqua destinata al consumo umano, si realizza con indagini analitiche dell'acqua erogata dalle reti di distribuzione e con l'acquisizione delle conoscenze di base, attinenti la mappatura delle opere di captazione, trasporto, raccolta, trattamento e distribuzione dell'acqua fornita all'utenza. Il controllo, che consiste essenzialmente in ispezioni sugli impianti e in prelievi di campioni che vengono poi sottoposti ad analisi presso i laboratori di Sanità Pubblica di Urbania e dell’ARPAM di Pesaro, ha la finalità di garantire che l’acqua erogata dagli acquedotti sia conforme ai requisiti previsti dalla normativa, e quindi non contenga sostanze o microrganismi pericolosi per la salute.
Le indagini analitiche che vengono effettuate si differenziano in due livelli, routine e verifica (Allegato II del D.Lgs. 31/01). I parametri del controllo di routine sono quelli previsti dalla legge, mentre, relativamente al controllo di verifica, sono stati previsti per il nostro territorio, due tipi di controllo denominati verifica di base e verifica completa. La verifica di base viene di norma effettuata nei punti delle reti di distribuzione, la verifica completa viene effettuata in occasione dei controlli agli impianti di potabilizzazione, alle captazioni e relativi punti in rete.
PARAMETRI DEL CONTROLLO DI ROUTINE
Parametri ricercati: Batteri coliformi a 37°C, Escherichia coli, Colore, Odore, Sapore Torbidità, pH, Conducibilità, Ammonio, Nitriti, Nitrati, Cloro residuo libero.
PARAMETRI DEL CONTROLLO DI VERIFICA DI BASE
Conteggio delle colonie a 22° C, Enterococchi, Cadmio, Cromo, Rame, 1.2 dicloroetano, Piombo, Nichel, Clorito, Cloruro, Manganese, Ossidabilità, Solfato, Sodio, Durezza, Residuo secco a 180° C, Tetracloroetilene, Trialometani-Totale, Tricloroetilene (oltre quelli previsti nella routine).
PARAMETRI DEL CONTROLLO DI VERIFICA COMPLETA
Tutti quelli previsti dall’ Allegato II - Tab. A, B e C del D.Lgs. 31/01.
I controlli vengono effettuati a diversi livelli:
1. Acqua erogata dalle reti di distribuzione.
Si verifica la qualità dell’acqua erogata, al punto in cui è fornita all’utenza. I campioni sono prelevati in diversi punti delle reti, dall’uscita dei serbatoi di accumulo ai punti terminali, e sottoposti ad analisi chimica e batteriologica.  La frequenza dei controlli sul singolo acquedotto è tanto maggiore quanto più numerosa è la popolazione servita.
Oltre all’attività di prelievo, la vigilanza prevede periodiche ispezioni sui principali impianti per verificarne le condizioni strutturali e funzionali. L’insieme dei dati che derivano dalle analisi e dalle ispezioni consente una conoscenza complessiva delle caratteristiche degli acquedotti, e quindi della qualità dell’acqua che viene erogata ai cittadini.
2. Fonti di alimentazione di acquedotti pubblici (pozzi e sorgenti).
Con questi controlli si ha un quadro complessivo delle caratteristiche dell’acqua all’origine, prima che venga sottoposta a trattamenti. Grazie alle serie storiche di dati è possibile seguire l’andamento temporale dei principali parametri, in particolare di quelli che possono risentire degli effetti delle attività umane (es. nitrati). Ogni captazione utilizzata per l’alimentazione dei pubblici acquedotti viene controllata ogni due o tre anni, con analisi chimica e batteriologica completa.
3. Acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile.
Si tratta di controlli analitici eseguiti su corsi d’acqua o laghi artificiali in corrispondenza dei punti in cui le acque vengono captate per essere poi sottoposte a trattamento di potabilizzazione e immesse nelle reti di distribuzione di alcuni Comuni. Il controllo è finalizzato a verificare le caratteristiche di qualità all’origine dell’acqua da potabilizzare; vengono eseguite analisi chimiche e batteriologiche complete con frequenza di 8 volte all’anno su ogni punto di captazione.
4. Altre tipologie di controllo.
Vengono eseguiti controlli su alcune fontane pubbliche approvvigionate da sorgente autonoma, dislocate soprattutto in montagna, nei punti di maggior transito, controlli sulle acque utilizzate nei cicli produttivi delle imprese alimentari con approvvigionamento autonomo e controlli nei principali edifici pubblici.


- relazione annuale 2008
- relazione annuale 2009
- relazione annuale 2010
- relazione annuale 2011

 

 

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