Logo Regione Marche


QUESTO SITO NON E' PIU' CURATO. ANDARE SU WWW.ASURZONA3.MARCHE.IT
Voi siete qui:
Urbino, energia nuova e pulita per l'ospedale

Energia pulita e tanto risparmio anche nelle strutture sanitarie: il governatore Gian Mario Spacca ha inaugurato a Urbino, all’Ospedale “Fraternita Santa Maria della Misericordia” (Zona territoriale n.2-Asur Marche), il nuovo impianto di trigenerazione. “Con l’inaugurazione di questo impianto – ha detto il presidente - il processo di riqualificazione del nostro sistema sanitario compie un ulteriore passo in avanti: più risparmio energetico, maggiori prestazioni di levata qualità, ulteriori risorse al servizio dei cittadini, grazie a un’efficacia tecnica e tecnologica, in linea con le direttive eco ambientali europee”. Un investimento, ha aggiunto, che, come Regione Marche, “ammortizziamo in appena un anno di esercizio, soprattutto con il raggiungimento del duplice obiettivo della efficienza e della qualità del servizio reso ai cittadini, con un miglioramento dell’impiego delle risorse pubbliche che ritornano immediatamente sul territorio”. Il progetto dell’impianto, predisposto dall’Ufficio Tecnico della Zona Territoriale n.2 di Urbino, ha ottenuto il finanziamento europeo DocUP Ob2 Marche 2000/2006 Asse 2 Misura 2.8 “Ottimizzazione del sistema energetico e sviluppo fonti rinnovabili” per il 75% della spesa complessiva, mentre per il restante 25% è stato finanziato dalla Regione Marche. La Direzione dei Lavori e il progetto esecutivo sono stati affidati allo studio tecnico associato Tecnostudi di Pesaro degli Ingg. Rolando Girelli e Fabio Fabbri. Con il termine “Trigenerazione” si indica il processo con il quale vengono prodotti contemporaneamente energia elettrica, calore ed energia frigorifera, allo scopo di sfruttare razionalmente la fonte energetica primaria, cioè il combustibile. Recuperando infatti l’energia termica dall’acqua di raffreddamento del motore, dall’olio e dai gas di scarico e producendo contemporaneamente energia elettrica, il sistema di trigenerazione sfrutta la quasi totalità del potere energetico del combustibile metano. L’obbiettivo è quello di ottenere il massimo risparmio economico grazie ad un’elevata efficienza energetica degli impianti, garantendo, al contempo una gestione complessivamente più efficiente ed affidabile. Il nuovo Impianto è collocato in un’area tecnologica esterna dell’Ospedale di Urbino ed è costituito da un gruppo di cogenerazione fornito in apposito box insonorizzato composto da un motore endotermico, alimentato a gas metano accoppiato a generatore elettrico, e da un gruppo frigorifero ad assorbimento, alimentato dall’acqua calda di recupero utilizzata per raffreddare il motore. Al generatore elettrico è abbinato un sistema di trasformazione, innalzamento e misura dell’energia elettrica, nonché un quadro di parallelo con la rete elettrica. Il gruppo frigorifero ad assorbimento, invece, utilizza l’acqua calda, recuperata dai cicli di raffreddamento per produrre acqua refrigerata attraverso un ciclo frigorifero che sfrutta le caratteristiche chimico-fisiche di una soluzione di Bromuro di Litio. L’impianto si integra con quelli già esistenti, fornendo alla struttura ospedaliera acqua calda, acqua refrigerata ed energia elettrica, con il massimo rendimento possibile ed al minor costo di esercizio. Particolare cura si è posta per integrare al meglio un impianto ad alta complessità tecnologica con gli impianti esistenti. L’importo dell’opera è risultato di € 1.298.000, di cui € 967.000 con finanziamento Europeo e € 331.000 a carico della Regione Marche. La potenza termica prodotta è pari a 475 kW, la potenza elettrica è pari a 323 kW mentre la potenza frigorifera ammonta a 1094 kW. Questo consente di coprire circa il 20% del fabbisogno di calore dell’intero Ospedale, circa il 31% del fabbisogno elettrico e circa il 57% del fabbisogno frigorifero. Il dato di maggior rilievo dell’intervento è sicuramente quello del risparmio energetico che è di 2.720 MWh all’anno, pari a 800 tonnellate di petrolio che, valorizzato a 70 $/barile, comporta un risparmio economico di circa 320.000 €. Ma, soprattutto, l’impianto consente minori emissioni di CO2 per ben 2379 tonnellate all’anno.

Versione stampabile






' '