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- L'Acqua Minerale

L’acqua minerale
origine sotterranea e assenza di trattamenti di disinfezione

E’ stata usata in passato, come acqua con caratteristiche principalmente curative presso gli stabilimenti termali, per limitati periodi di tempo e sotto controllo medico, solo in anni recenti se ne è diffuso l’uso come acqua da tavola, in sostituzione dell’acqua distribuita dagli acquedotti.

Sempre più frequentemente sui giornali e in varie trasmissioni televisive, se ne parla con toni allarmistici, in riferimento alla possibile presenza di sostanze contaminanti, si è detto fra le altre cose, che nelle acque minerali è presente una quantità di inquinanti superiore alle acque potabili, facendo ancora una volta intendere che siano sistematicamente presenti sostanze tossiche sia nelle acque potabili che nelle acque minerali.

La realtà è un po’ diversa, la normativa delle acque minerali, prevede infatti per alcuni elementi la possibilità di essere contenuti in concentrazioni diverse e generalmente superiori, rispetto alle potabili, proprio perché le specifiche proprietà curative eventualmente riconosciute, dipendono da certe caratteristiche di composizione, ma ciò è giustificato e comprensibile solo se si considera il presupposto iniziale, uso limitato nel tempo e addirittura su indicazione medica.

Ad esempio alcune acque minerali, per il loro alto contenuto di sali disciolti, andrebbero bevute solamente in certe occasioni, in estate, in caso di intensa attività sportiva, altre, per il fatto di essere “minimamente” mineralizzate andrebbero bevute in determinati periodi, ad esempio per diete povere di sodio, per favorire la diuresi, ecc…, altre, quelle mediamente mineralizzate, sono le più adatte al consumo abituale.

In ogni caso con l’entrata in vigore del Decreto del 29 dicembre 2003 sono stati fissati per le acque minerali nuovi limiti, validi a livello europeo, che le hanno sostanzialmente equiparate alle potabili, relativamente ai contaminanti e alle sostanze tossiche. E’ auspicabile che l’evoluzione normativa, porti ad una più evidente differenziazione tra acque minerali di comune uso come acque da tavola e acque minerali nel senso tradizionale di acque “curative”, con diversi limiti di composizione.

Comunque, al di là delle possibili incongruenze legislative, che hanno determinato nel tempo un quadro complesso e confuso, molte delle acque minerali in commercio presentano una composizione che rientra nel campo caratteristico delle acque potabili e pertanto possono essere tranquillamente utilizzate abitualmente. L’importante è esserne informati

L’acqua minerale si differenzia da una normale acqua di acquedotto innanzi tutto per la provenienza, rigorosamente sotterranea, per l’assenza di qualsiasi trattamento di disinfezione e perché non può essere trasportata tramite condotta, ma deve essere imbottigliata all’origine il più possibile vicino alla captazione.

La legge di istituzione delle acque minerali precisa che “Sono considerate acque minerali naturali le acque che, avendo origine da una falda o un giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari ed, eventualmente, proprietà favorevoli alla salute. Esse si distinguono dalle ordinarie acque potabili per la purezza originaria e la sua conservazione, per il tenore in minerali, oligoelementi e/o altri costituenti ed, eventualmente, per taluni loro effetti”.
Le acque minerali potrebbero non discostarsi sostanzialmente come caratteristiche di composizione dalle acque potabili di una determinata zona, ma il principale aspetto che permette la loro distinzione da quelle potabili, è la purezza all’origine, che indirizza  verso l’utilizzo di acque localizzate in zone ad elevata naturalità, lontane dalle attività antropiche.

In queste zone è possibile comunque la presenza nelle acque sotterranee di metalli o altri elementi dovuti a processi naturali, che possono determinare il non utilizzo per l’imbottigliamento se presenti in concentrazioni elevate. 

In riferimento a questo aspetto desta perplessità l’attuale normativa che ammette alcuni trattamenti, ad esempio con aria arricchita di Ozono, per abbattere la concentrazione di alcuni metalli instabili quali ferro, manganese, zolfo ed arsenico; tale argomento è alquanto complesso e controverso, da molte parti  non condiviso, in quanto un’acqua così trattata è difficile che possa mantenere quella “purezza originaria” e ogni intervento che altera questa caratteristica sembra seguire interessi esclusivamente commerciali. In ogni caso  i trattamenti consentiti devono essere obbligatoriamente indicati in etichetta.

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