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Storia dell'ospedale di Urbino

STORIA DELL'OSPEDALE DI URBINO

 

 

La beneficenza ospedaliera a Urbino risale a tempi molto remoti, almeno agli inizi del secolo XIII e fu esercitata con varie istituzioni di ricovero e di assistenza a pellegrini e malati, da ordini religiosi, da fraternità di laici e università delle arti, da privati cittadini d’agiata condizione.

 

Si ha notizia, per la prima volta, dell’esistenza di un ospedale nella città di Urbino in data 16 giugno 1291 in una pergamena attestante “…l’elezione del Rettore di S. Cristoforo…” cui era “…presente il Compagno Priore dell’Ospedale di San Sergio…”

 

L’Ospedale, detto la “Fraternita di Santa Maria della Misericordia di Pian di mercato” ebbe origine l’anno 1333, come risulta da un atto legale, “formato per lo stesso luogo pio da Angelo Nardi di Amelia Dottore in Sacri Canoni”. L’Ospedale prese il nome di Pian di Mercato dalla parte della città in cui aveva sede e fu istituito nel marzo 1333, come si ha notizia da antiche carte custodite nell’Università. Cento cittadini si associarono per invigilare e sovrintendere alla sicurezza ed alla sorte dei fanciulli abbandonati. Molti benefattori nel tempo lasciarono alla pia istituzione i loro beni. Perciò la Fraternità ebbe modo di erigere un Ospedale per gli infermi.

Nel corso del tempo le elargizioni dei Pontefici, dei Duchi e di persone facoltose furono copiose per il buon andamento e la prosperità della Pia Istituzione.

 L’anno 1348, 25 settembre Fra Bartolomeo Carusi, vescovo di Urbino donò l’Ospedale di Santa Maria dei Poveri di Cristo, situato nel Borgo di Pian di Mercato, alla Fraternita di S. Maria della Misericordia.

 Nel 1500 si contavano, fra città e contado, circa 43 ospedali. Nella Città di Urbino nel 1441 vi erano 7 Ospedali, nella Diocesi 36.

Da una Relazione della Città e Diocesi di Urbino fatta nel 1597 da Brancaleone Fuschinio (Arch. Capit.) si ha che la:

“Fraternita di Santa Maria della Misericordia, eretta dalla pietà di pie persone e coordinata dai nostri Serenissimi Principi, ha un reddito annuo di tremila scudi d’oro, ed è governata in perpetuo da 12 fra i primari cittadini di Urbino. Le appartengono case ove separatamente v’è il luogo per gli infanti esposti nel quale, oltre cento bambini che si fanno allattare fuori, vi stanno sempre 30 fanciulli che sotto buoni tutori e maestri sono bene alimentati ed educati nei buoni costumi”.

 

Nel 1802 si abbattono le case situate di fronte al Collegio Raffaello fino all’inizio di Via Valbona, si abbatte l’antico Ospedale della Misericordia di Pian di Mercato e si apre una Piazza innanzi alla quale casa Albani (il Card. Giuseppe Albani) erige un grande edificio, così detto il Palazzo Nuovo ( Cassa di Risparmio), munendolo di un bel porticato, (ora Piazza della Repubblica).

 

Già nel 1933 l’Amministrazione della Congregazione di Carità, “preoccupata del bisogno assoluto per la città di Urbino di un nuovo nosocomio costruito su area giustamente distante dall’abitato coi criteri suggeriti dalla tecnica moderna” diede inizio alle pratiche per l’attuazione di un programma che prevedeva la costruzione di un ospedale propriamente detto, in base alla Legge 1911, ed uno, pro reparto tubercolosi, in base alla Legge 1919.

Durante tutto l’anno 1934 vennero tentate tutte le vie di pressione politica, per poter ottenere il finanziamento della spesa senza, peraltro, raggiungere alcun esito positivo. Nell’anno successivo, il 1935,, constatata l’impossibilità di recepire la somma necessaria per la nuova costruzione, l’Amministrazione della Congregazione di Carità esaminava la possibilità di ripiegare su un programma di sistemazione del vecchio ospedale.

Purtroppo anche questo programma non venne realizzato per mancanza di  fondi necessari.

Si giunse così senza nulla di fatto al 1939, quando, a seguito di visita di un Ispettore Generale Medico, la Prefettura segnalava la necessità di sistemare l’ospedale dotandolo di servizi indispensabili allora inesistenti sotto pena di declassamento.

Negli anni successivi ci fu un continuo rimbalzo tra progettare un nuovo ospedale e sistemare il vecchio. Nel 1942 si avviarono le pratiche per il finanziamento dell’opera che, purtroppo, non portarono ad alcun esito positivo data la situazione generale di guerra.

Nell’immediato dopoguerra il problema del nuovo ospedale venne ripreso in esame e già dal 1946 venne dato incarico di predisporre un programma alla luce delle nuove tecniche di costruzione edilizia sanitaria. Finalmente nel 1948 veniva dato inizio alla costruzione del nuovo ospedale di Urbino. I lavori continuarono nel 1949-1950-1951 a seguito di finanziamenti integrativi e vennero eseguiti sulla scorta del progetto definitivo, redatto nel frattempo, e contemplante una spesa adeguata alla previsione di 269 posti letto per gli infermi e 36 per il personale.

Per impossibilità di recepimento di altri fondi per l’entrata in vigore di una Legge (3.8.1949) che non prevedeva più finanziamenti diretti da parte dello Stato, il Commissario Prefettizio riprese in esame la possibilità di sistemazione del vecchio ospedale rispolverando vecchi progetti e abbandonando la pratica della nuova costruzione che, pertanto, rimase ferma fino al 1956.

Dopo varie polemiche da parte dei cittadini prevalse l’orientamento del nuovo complesso anche perché nel frattempo il Ministero dei Lavori Pubblici aveva concesso un contributo dello Stato previsto dalla Legge 3.8.1949 su una spesa complessiva di £ 150.000.000.

Sulla scorta del progetto redatto nel 1956, ulteriormente revisionato secondo parere Ministeriale, nel gennaio 1961 si dette il definitivo avvio alla costruzione incorporando il complesso già costruito negli anni 1949-1951.

 

Con i lavori ripresi nel 1966 la capacità ricettiva del nuovo ospedale fu portata a 346 posti letto.

 

 RIFERIMENTO BIBLIOGRAFICO: Bramante Ligi, Ospedali della Città e Archidiocesi di Urbino dal sec. XII al sec. XX - Memorie storiche, Stabilimento "tipografico Bramante", Urbania, 1973.

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