Con il termine droga si indica ogni sostanza capace di alterare gli equilibri dei diversi – ma interconnessi – livelli della natura umana: biologico, psicologico e sociale. Le droghe condizionano la possibilità d’inserimento sociale della persona, minando da un lato le sue capacità adattive e dall’altro determinando una reazione di emarginazione da parte del tessuto sociale. 

Valida è la divisione tra droghe legali e illegali: le prime, ammesse dalla legge, le seconde, vendute esclusivamente al mercato nero. Droghe legali sarebbero tutte le medicine, l’alcool, il tabacco ecc.; mentre, dalla marijuana all’eroina, tutte le sostanze che provocano effetti esclusivamente o, in gran parte, dannosi per l’organismo, verrebbero definite droghe illegali.

Non tanto c'interessa la legalità o meno della droga, concetto anch'esso labile e fluttuante, a seconda delle circostanze, delle culture e dei tempi, quanto il grado di dipendenza che esse riescono a dare a chi ne faccia uso. Scopriremmo così che molte droghe legali non hanno nulla da invidiare a quelle illegali, basti pensare all'alcol, che può dare una forma di tossicomania al pari della più dura fra le droghe illegali. Da quanto sopra, emerge che un'eventuale azione preventiva, per essere valida, non può che affrontare l'argomento droga in modo globale, inserita cioè in un contesto di vera educazione sanitaria.  In tale ambito, non ci si dovrà limitare a parlare delle droghe intese nella più diffusa accezione del termine, dicendo, ad es., che sono dannose, ciò che è ormai abbastanza scontato anche per un alunno delle elementari, ma occorrerà una più vasta azione educativa tendente a focalizzare con spirito critico anche comportamenti largamente diffusi addirittura pubblicizzati, in quanto dannosi in senso lato alla promozione e al mantenimento di uno stato di salute. Penso soprattutto ad un'azione tendente a mostrare come il ricorso a una droga, qualunque essa sia, rappresenti sempre un danno o una sconfitta per l'organismo, il cui ideale di sopravvivenza consiste nel poter mantenere la sua omeostasi, cioè la costanza della sua composizione, senza interventi estranei. A tal proposito potrebbe essere utile un'azione informativa sull'uso corretto dei farmaci. E' un fatto che in tutto il mondo l'uso dei farmaci spesso si tramuta in abuso. Ognuno di noi è sottoposto ad una continua spinta verso il farmaco, frutto di uno stillicidio pubblicitario che tende a convincerci che le medicine, qualunque medicina, fanno bene e soltanto bene.