ALCOOL

La storia e le teorie sull’alcolismo in una visione storica

        Documenti scritti sull’uso di vini, di birre, e di altre bevande alcoliche risalgono al 3000 a.c. ma fino all’800 a.c. non fu impiegato, per le bevande fermentate il processo di distillazione che rende possibile la preparazione dei liquori ad alta gradazione alcolica oggi disponibili.
        In America, come nella maggioranza di altri paesi, il consumo di alcolici è andato notevolmente aumentando. Nel 1940 il 30% della popolazione americana era costituito da bevitori e il 2% era dei bevitori con grave problemi. L’uso complessivo di alcolici non è molto cresciuto dal 1970; i rischi dell’abuso di alcol sono gastriti, ulcere, epatiti, tumori, cirrosi; si stima che l’alcol in Italia causi almeno 17000 decessi l’anno tra cirrosi, tumori, incidenti stradali e suicidi.

        Gli alcolisti di sesso maschile in passato, superavano numericamente quelli di sesso femminile, rapporti di quattro a uno. Questa differenza però, sta diminuendo e, particolarmente nei gruppi di età più giovane, il consumo di alcol da parte delle donne è in aumento. Sebbene la maggior parte delle persone che hanno problemi legati al bere, non cerchi l' aiuto di uno specialista gli alcolisti costituiscono gran parte dei nuovi ricoveri negli ospedali psichiatrici e negli ospedali generali. In Italia il problema è stimato intorno al 4% della popolazione. L’alcolismo è la più antica e diffusa dipendenza nel mondo occidentale. Si tratta della dipendenza da sostanze psicoattive da maggio tempo studiata con spirito scientifico; fina dagli anni 30 gli alcolisti anonimi hanno enfatizzato alcuni concetti oggi pienamente accettati dalla medicina, quali la dipendenza come malattia, la perdita di controllo, la presenza di problemi di carattere precedenti l’uso di alcol, il coinvolgimento della famiglia. La definizione di alcolista (alcolismo) venne coniata per la prima volta nel 1849 da Magnus Huss, professore di Medicina Interna dell’Università di Stoccolma e si diffuse in tutto il mondo. Da allora, si è tentato di giungere ad una definizione generale universalmente accettata, in campo scientifico, dei termini: alcolista e alcolismo. Jellinek per primo, nel 1960, considerò l’alcolismo una malattia cronica scatenata da vari fattori predisponenti: costituzionali, psicologici e sociali. Dunque si affermava, a livello scientifico, il concetto di alcolismo inteso come malattia. Un gruppo di esperti italiani di alcologia nel corso della prima Consensus Conference sull’alcolismo tenutasi a Siena nel marzo del 1994 si sono espressi relativamente all’alcolismo in tal modo: "è un disturbo a genesi multifattoriale (bio-psico sociale) associato all’assunzione protratta (episodica o cronica) di alcol etilico, in presenza o meno di dipendenza, capace di produrre una sofferenza multidimensionale che si manifesta in modo diverso nei vari individui. L’alcol ha una lunga storia di uso come sostanza ricreativa; viene utilizzato inoltre nelle cerimonie di diverse religioni. La via di somministrazione è esclusivamente orale, in forma liquida, sia come bevanda che come medicinale. In quest’ultimo caso l’alcol viene utilizzato come base per sospensioni orali di alcuni farmaci, impiegati da terapia da raffreddamento.

Gli aspetti clinici

Il Meccanismo di azione dell’alcol e gli effetti ricercati

        Una volta ingerito, l’alcol non subisce alcun processo digestivo ma una piccola parte di essa passa dallo stomaco e dall’intestino nel sangue e quindi al fegato, dove viene metabolizzato in acqua, diossido di carbonio, acetaldeide e metaboliti minori. La percentuale del metabolismo dell’alcol varia tra i diversi individui, ma la media è approssimativamente di 15 grammi di etanolo per ora.
        Quando il consumo di alcol eccede questo tasso, la quantità non metabolizzata resta in circolo, raggiungendo tutti i corpi cellulari e attraversando la barriera ematoencefalica.
        Un alcolemia pari a 80 mg/100 ml è il valore limite italiano del codice della strada definito come intossicazione legale.
        Vi sono individui incapaci di metabolizzare alcol e che sperimentano effetti negativi dopo l’ingestione della sostanza. L’esistenza di una predisposizione genetica allo sviluppo della dipendenza d’alcol, è stata documentata in diversi studi. Diversi alcolisti hanno un consanguineo con la malattia, figli di alcolisti sono quattro volte più a rischio a sviluppare alcolismo che i figli di genitori non alcolisti, indipendentemente dall’ambiente in cui sono cresciuti. I figli di alcolisti quando confrontati ai controlli hanno mostrato risposte particolari alla prima assunzione di alcol: una minore intensità di risposta all’alcol, caratterizzati da minori sensazioni soggettive di ubriachezza, migliore coordinazione mano-occhio, miglior controllo muscolare, più basse risposte ormonali.

        Una differenza geneticamente determinata nel metabolismo dell’alcol produce una risposta soggettiva rinforzante, maggiore prestazione, minore sensazione di ubriachezza. Questi soggetti potrebbero incorrere facilmente in un disturbo da dipendenza.
        L’alcol agisce anzitutto come depressore dei centri cerebrali superiori, quelli che hanno primariamente azione inibitoria, quindi il suo effetto iniziale è di stimolazione. Si riducono le tensioni e le inibizioni e il soggetto può provare un sentimento espansivo di socialità e di benessere. Viene assunto per ottenere una sensazione di ebbrezza e leggerezza; aumento della loquacità, maggiore attitudine alla socievolezza, facilitatore delle relazioni sociali con sensazione di benessere e calore.
Di seguito riportiamo alcune precauzioni e indicazioni che è utile considerare quando si fa uso di alcol:
è difficile controllare gli effetti dell'alcol, soprattutto se non si ha la consapevolezza di doverli controllare 
è bene moderarsi e non andare troppo oltre nel bere 
è buona norma accompagnare l’alcol con del cibo i superalcolici sono da evitare il più possibile le distorsioni percettive di chi abusa di alcol sono intense, la percezione del pericolo e della velocità sono ridotte, gli effetti non sono sempre prevedibili in interazione con altre sostanze, quindi:  
non guidare veicoli in stato di ebrezza
non salire su un auto guidata da una persona ubriaca
non mescolare i diversi tipi di alcolici
non mescolare alcolici con altre droghe
Gli effetti psico-fisici

        A dosi maggiori l’alcol interferisce con i processi complessi del pensiero; vengono poi interessati la coordinazione motoria, l’equilibrio, la parola e la vista. In questo stadio dell’intossicazione alcuni individui diventano depressi e si appartano. L’alcol ha la proprietà di attutire il dolore e in dosi maggiori di indurre sedazione e favorire il sonno. Oltre al deterioramento psicologico provato, una conseguenza seria dell’alcolismo cronico è il grave danno fisiologico. Quasi ogni tessuto e ogni organo del corpo viene interessato dal consumo prolungato di alcol. Si può andare incontro ad una malnutrizione grave che comporta una diminuzione delle vitamine del complesso B che causa grave perdita della memoria (psicosi di Korsakoff). Altre complicazioni fisiologiche sono: cirrosi epatica, alterazioni a carico delle ghiandole endocrine e del pancreas, infarto cardiaco, ipertensione e le emorragie dei vasi capillari che sono responsabili del turgore e rossore del viso e specialmente del naso, caratteristiche degli alcolisti cronici. L’uso prolungato di alcol danneggia anche le cellule cerebrali, specialmente quelle dei lobi frontali, causando atrofia corticale e altre modificazioni strutturali. Un forte consumo di alcol durante la gravidanza può determinare un ritardo nello sviluppo del feto e del neonato e causare malformazioni del cranio, facciali e degli arti, nonché ritardo mentale: tale condizione è nota come sindrome alcolica fetale.

Gli effetti fisiologici-nutrizionali

        La tossicità, quando combinata con la carente nutrizione abituale in questi soggetti, risulta in malnutrizione e tossicità tipico dell’alcolismo. L’alcolismo influenza lo stato nutrizionale in diversi modi: l’appetito è soppresso a causa dell’azione cerebrale dell’alcol, con una conseguente riduzione dell’introduzione di cibo. L’alcol sostituisce i cibi ricchi di nutrienti. I nutrienti ingeriti sono: malassorbiti, scarsamente utilizzati, escreti in quantità notevole; queste ultime alterazioni sono dovute all’azione dell’alcol sul fegato, pancreas e tratto gastrointestinale. L’alcol sembra influire sul SNC sia a livello cellulare che biochimico causando una notevole diminuzione dell’eccitabilità sinaptica. Allo stesso modo l’abuso cronico di alcol determina la comparsa di profonde modificazioni (di tipo compensatorio) a carico del SNC rappresentate da:

alterazione della neuroregolazione
alterazione dei flussi ionici di membrana
rimaneggiamento dei lipidi di membrana
a carico del sistema gastro-intestinale
danni alla mucosa del piccolo intestino, 
aumento della permeabilità
aumento del volume del flusso biliare
aumento della concentrazione e escrezione dei sali biliari diarrea con perdita di elettroliti
alterazione dell’acidità gastrica
alterazione dei tempi di svuotamento gastrico a carico del fegato

aumento della sintesi degli acidi grassi ridotta
 ossidazione degli acidi grassi

aumento dei trigliceridi
alterazione del metabolismo degli aminoacidi a carico del pancreas
malassorbimento degli acidi grassi essenziali, delle vitamine liposolubili e del calcio
risposte esocrine alterate
aumento di assorbimento di ferro
escrezione urinaria di magnesio, zinco e potassio
escrezione urinaria di trigliceridi e fosfolipidi
diminuzione dell’assorbimento di acido folico, glucosio, tiamina
diminuzione dei livelli di: zinco, calcio, magnesio, glucosio, tiamina, vitamine C e A
ipoglicemia

anemia
ipertensione

La dipendenza dall'alcol

        Il DSM III distingue tra abuso di alcol e dipendenza da alcol, la dipendenza da alcol è una dizione che viene impiegata quando ci sono segni classici della tossicodipendenza, la tolleranza o le reazioni da astinenza come "i malesseri" e i tremori mattutini delle mani e della lingua, sudorazione, crampi, nausea, ansia, irritabilità che possono scomparire o che possono essere alleviati solo con l’assunzione di bevande alcoliche; le persone che cominciano ad bere presto nella vita, sviluppano i primi sintomi di astinenza intorno ai 30-40 anni. Ai fini delle due diagnosi è necessario che le modalità del bere siano indicative che esso è incontrollato. Gli individui hanno bisogno di bere ogni giorno e non sono in grado di smettere o di ridurre malgrado ripetuti sforzi di astenersi completamente oppure di limitare il bere a certi momenti della giornata.
        Il loro smodato desiderio di bere può essere tale da spingerli a consumare alcol in forma non commestibile, ad esempio attraverso le lozione per i capelli.
        L’alcolismo è stato associato con alterazioni nel metabolismo della serotonina e quindi la sua assunzione sembrebbe provocare la liberazione di dopamina, nel sistema mesolimbico-corticale, che media gli effetti gratificanti e di ricompensa di diversi farmaci di abuso; tale effetto potrebbe essere alla base della dipendenza alcolicrea.
        L’alcol produce dipendenza, fisica, mentale, dopo un periodo di abuso prolungato. E’ possibile allora che al mattino si avvertano sintomi di mancanza della sostanza:
tremori delle mani, alla lingua e alle palpebre
crampi
nausea
ansia
irritabilità
sudorazione

        L'assunzione continuata di alcol può portare ad un fenomeno di tolleranza alla sostanza. Questo fenomeno è il risultato dell’adattamento epatico alla presenza dell’etanolo (alcol). La soglia per produrre tale adattamento varia e può essere determinata da variabili biochimiche definite geneticamente; la tolleranza è anche legata alla diminuzione della risposta dei neuroni del sistema reticolare ascendente e del sistema ippocampocorticale alla cronicizzazione dell’alcol. Tali modificazioni hanno come conseguenza la tolleranza agli effetti sedativi e di ricompensa dell’alcol.

        In generale il soggetto può apparire spaventato, depresso, irrequieto e debole. I segni fondamentali da cui si può capire la dipendenza dall’alcol sono:
viso arrossato
sovrappeso o magrezza esagerata
torpore della reazione pupillare alla luce
sudorazione profusa
tremori muscolari marcati dei piccoli muscoli delle dita, del volto,
delle palpebre e della lingua
stanchezza e dolori muscolari
diarrea
insonnia
vertigini

Atri sintomi dell'intossicazione da alcol sono:
orinazione frequente
lingua secca, tremante, con bordi irregolari
fratture costali
malattie polmonari
pressione arteriosa labile con innalzamento
sensibilità cutanea
aumento della temperatura corporea

L'astinenza e i segni dell’astinenza

        L’alcol provoca una condizione di tolleranza cellulare; pertanto, ogni improvvisa riduzione dei livelli di alcolemia può essere seguita dalla brusca comparsa di sintomi di astinenza agli effetti depressivi esercitati sul SNC dall’alcol. Oggi si ritiene che la dipendenza alcolica sia un fenomeno che si accompagna all’aumento del numero e dell’attività dei recettori ( NMDA, VOC) del calcio e quindi ad uno stato di ipereccitabilità neuronale latente. Questa latenza può essere rotta dalla brusca sospensione del bere cui consegue la comparsa di sintomi che sono riconducibili agli effetti eccito-tossici alcol-correlati.

        La Sindrome da Astinenza da Alcol (SAA) può essere definita come segue: complesso di manifestazioni cliniche e bioumorali di natura e intensità variabili che compare in seguito a brusca sospensione del bere, e conseguente calo dell’alcolemia, in un soggetto dedito ad abuso alcolico. La SSA è esclusivamente osservabile in soggetti dediti ad abuso cronico di etanolo, a differenza dell’intossicazione acuta alcolica IAA, che può manifestarsi indifferentemente in alcolisti e non. In questi soggetti, la brusca sospensione del bere è seguita, di solito, dalla comparsa, a distanza di 6-30 ore dall’ultima assunzione di alcol, di manifestazioni cliniche e biochimiche di intensità variabile che sono tra loro distinguibili. Secondo il DSM 3-r sono note 3 varianti cliniche:
astinenza alcolica non complicata (AANC)
allucinosi alcolica (AA)
delirio da astinenza alcolica (DAA)
        La Sindrome di Astinenza Minore si manifesta dopo 6 - 8 ore dalla sospensione del potus ed è tanto più lunga quanto maggiore è stata l’abitudine, potendo durare anche una decina di giorni. I sintomi comprendono: tremori, irritabilità, ansietà, tachicardia, ipertensione, disturbi gastrointestinali.

        L'Allucinosi Alcolica compare generalmente a distanza di 24 ore dalla sospensione del potus. Ai disturbi che caratterizzano la Sindrome di Astinenza Minore si aggiungono allucinazioni visive ed uditive responsabili di una alterazione nel comportamento.

        Il Delirium Tremens rappresenta il quadro più grave tra le sindromi di astinenza alcolica; compare al massimo dopo 2 giorni (con picco di massima incidenza tra le 7 e le 24 ore) ed è caratterizzata da gravi manifestazioni cliniche e disorganizzazione del comportamento: il paziente appare agitato, insonne, confuso, disorientato, sono spesso evidenti fenomeni allucinatori visivi (microzoopsie) e disturbi dell’ideazione (delirio occupazionale). Clinicamente si rilevano iperidrosi, tachicardia, ipertensione, ipertermia, tachipnea, midriasi; talora con nausea e cefalea . Le complicazioni più frequenti sono rappresentate dalle crisi epilettiche (generalizzate), dalla broncopolmonite ab ingestis, dal collasso cardiocircolatorio conseguente alla disidratazione dovuta alla iperidrosi e alla ipertermia.
        L’astinenza da alcol può progredire attraverso quattro stadi, oppure arrestarsi ad uno qualsiasi di questi, in relazione a:
quantità di alcol consumato
durata della dipendenza
estensione della tossicità e malnutrizione indotta dall’alcol
Gli stadi saranno caratterizzati dalle rispettive manifestazioni cliniche individuate dal DSM 3
Stadio 1

        Inizia dopo 6/12 ore dall’ultima ingestione, i sintomi clinici sono quelli dell’AANC; l’età di insorgenza è dopo i 30 anni. I sintomi scompaiono quasi sempre entro 5-7 gg, possono scatenarsi crisi epilettiche motorie.
lieve agitazione
ansia e irrequietezza, depressione dell’umore, irritabilità
perdita dell’appetito
tremori delle mani della lingua delle palpebre
sonno interrotto da incubi
ipertensione, sudorazione, tachicardia
nausea e vomito
malessere o debolezza
cefalea, gastrite
allucinazioni transitorie generalmente poco strutturate o illusioni
secchezza delle fauci
cute gonfia e macchiata
Stadio 2

        Inizia 48 ore dall’ultima assunzione. Si hanno i sintomi del primo stadio e inoltre allucinazioni auditive, tattili, olfattive tipiche dell’AA .Il soggetto può essere bene orientato, presente, e riferire di essere allucinato. L’esordio più tipico è intorno ai 40 anni e in genere dopo dieci o più anni di alcolismo. I sintomi possono durare parecchie settimane o mesi. Possono cronicizzarsi in conseguenza di episodi ripetuti dei disturbi Nel tentativo di fuggire alle "voci" minacciose, il soggetto può arrecare danno a sé o ad altre persone. Il delirium è assente.
Stadio 3

        L’alcolista entra nello stadio 3 entro le 48 ore dalla sospensione del bere. I sintomi sono quelli dello stadio 1 con inoltre convulsioni, singole o plurime (stato epilettico).
Stadio 4

        Un alcolista che sia bevitore inveterato da un certo numero di anni può anche andare incontro ad una sindrome da astinenza detta delirium tremens quando il suo tasso ematico di alcol cala improvvisamente. Il primo esordio si manifesta a distanza di 5-15 anni dall’inizio dell’abuso alcolico. Il delirium tremens inizia da due o tre giorni fino a una settimana dalla sospensione del bere, ma può anche esordire fino a dieci giorni dalla sospensione nel caso in cui siano coinvolte altre sostanze. Esso è caratterizzato dai sintomi dello stadio 1 e inoltre dai sintomi del DAA:
profonda confusione
disorientamento
allucinazioni vivide, visive, uditive, tattili
febbre
ipertensione, sudorazione, aumento della frequenza cardiaca
arresto del respiro
convulsioni
        In molti casi gli alcolisti oltre che di alcol abusano anche di BDZ e per tale motivo i sintomi dell’astinenza da alcol possono essere mascherati e emergere solo alla sospensione delle stesse. Per l’alcolista in crisi di astinenza esiste pericolo di morte se non viene ricoverato tempestivamente in ospedale e sottoposto a cure mediche.

Il trattamento

Trattamento dell’intossicazione acuta e dell’astinenza ( IAA-SAA)

        La sindrome da astinenza, rappresenta un complesso di manifestazioni sintomatologiche variabili che fanno seguito, frequentemente alla brusca sospensione del bere in un soggetto che abusa o dipende dall’alcol. Non sempre, però, la sospensione del bere si associa alla comparsa di disturbi significativi che necessitano del trattamento farmacologico. E’ possibile trattare l’intossicazione e l’astinenza sia in ricovero ospedaliero che presso i servizi territoriali per le tossicodipendenze (SERT), questo a seconda dei casi e in base all' indicazione degli operatori dei SERT. In ogni caso il paziente non dovrebbe mai disintossicarsi da solo o sotto le cure di amici e familiari, ma affidarsi alle due soluzioni sopra indicate.

        La detossificazione e la riabilitazione devono essere individualizzate per ogni paziente. Il tempo per una adeguata detossificazione può variare dai tre giorni alle sei settimane, in relazione allo stato fisio-psicologico del soggetto. Anche dopo la detossificazione il paziente deve essere seguito e controllato per la sua totale riabilitazione presso gli ambulatori di base o i servizi territoriali. Liskow e Goodwin hanno distinto classi di farmaci per il trattamento dell’alcolismo: agenti per il trattamento dell’alcolismo, agenti antidesiderio, agenti per trattare concomitanti problemi psichiatrici, agenti per trattare concomitanti problemi alcol-droghe.

La farmaco-terapia specifica

Il trattamento con benzodiazepine

        Da più di venti anni le BDZ sono i farmaci più utilizzati sia per il trattamento della sindrome d’astinenza alcolica, che per prevenire e trattare le crisi epilettiche da astinenza e il delirium tremens. Esse sono sicure, poco costose, prontamente accettate dai pazienti. Tali farmaci agiscono legandosi ad un recettore per le BDZ stimolando l’azione del GABA, neurotrasmettitore ad azione inibitoria nel SNC. Il recettore per le BDZ è il GABA-BDZ. Le BDZ agiscono anche sul sistema noradrenergico diminuendo i sintomi dell’astinenza dovuti all’iperattività del sistema simpatico. Numerose BDZ (diazepam, oxazepam, clorazepam) sono state utilizzate nel trattamento della sindrome da astinenza alcolica.

Il trattamento di disintossicazione con Disulfiram

        Sia gli ospedali pubblici che quelli privati e i servizi per le tossicodipendenza di ogni parte del mondo da molti anni forniscono agli alcolisti un rifugio, vale a dire uno spazio protetto dove certi individui possono ritirarsi per disintossicarsi e avvalersi di una grande varietà di terapie individuali e di gruppo a seconda dei loro bisogni. La disintossicazione può essere molto penosa, fisicamente e psicologicamente e addirittura rischiosa se non viene attuata sotto stretto controllo medico. A volte si somministrano tranquillanti per rendere più tollerabile l’ansia e il disagio generale provocato dall’astinenza. Poiché molti alcolisti fanno cattivo uso dei tranquillanti alcuni medici propongono di diminuire gradualmente l’alcol senza somministrare tranquillanti, anziché abolirlo bruscamente. In ogni caso l’alcolista ha bisogno di soluzioni zuccherine e di vitamine del gruppo B e spesso di anticonvulsivanti.
        Il disulfiram o Antabuse è un farmaco che può dissuadere il paziente dal bere, poiché se il soggetto beve bevande alcoliche esso provoca:
vomito, sensazione di nausea, nausea
rossore e sensazione di calore al volto e alla parte superiore del torace e agli arti
tachicardia
difficoltà respiratorie
ipotensione e collasso cardiocircolatorio
        Quando il soggetto non ha assunto alcol da almeno dodici ore si può iniziare la terapia con disulfiram. Il grado di malessere sperimentato nella Reazione Alcol Antabuse (RAD) è proporzionale al dosaggio di alcol e farmaco. Tale reazione dura in relazione alla permanenza dell’alcol nel sangue, inizia 5-15 minuti dopo l’ingestione e può durare dai 30-60 minuti fino a diverse ore nei casi gravi. Nelle forme lievi è sufficiente rassicurare il paziente sulla transitorietà dei sintomi ed invitarlo a riposarsi per qualche ora a letto; quando la sintomatologia più grave si dovrebbe considerare la possibilità del ricovero con l’impiego di una farmaco-terapia.

        Naturalmente molti alcolisti sono riluttanti ad assumere l’antabuse, ma se si riesce a motivarli a farlo, esso è una terapia efficace. Gli effetti dell’antabuse durano circa quattro giorni, quindi se il soggetto alcolista accetta di prendere il farmaco ogni quattro giorni, si può essere assolutamente certi che egli non berrà. Si può così guadagnare tempo per la stabilizzazione di un comportamento astinente.

        L’uso prolungato di disulfiram non produce tolleranza. Il farmaco può essere utilizzato in aggiunta a programmi coordinati di trattamento e monitoraggio, quali psicoterapia individuali, familiari, e la frequentazione degli alcolisti anonimi, nei casi in cui il soggetto senta la necessità di un rinforzo esterno per la sobrietà.
Effetti collaterali del disulfiram: 
Lievi
gusto metallico o agliaceo, alitosi 
sedazione
dermatiti
innalzamento del colesterolo
lievi disturbi gastro-enterici
ipertensione
impotenza
ipotensione
Moderati
assenza di coordinazione motoria
tossicità al fegato
psicosi e depressione
Gravi (rari)
delirium
encefalopatia
emorragia intracranica
neuropatia periferica
neurite ottica
convulsioni
morte

        Sale sodico dell’acido 4-idrossibutirrico, l'Alcover è un farmaco che si assume per via orale nel trattamento dell’alcolismo cronico. Il farmaco si presenta sotto forma di soluzione. Coadiuvante nelle seguenti terapie:
nel controllo della sindrome di astinenza da alcol etilico
nella fase iniziale del trattamento multimodale della dipendenza alcolica
nel trattamento prolungato della dipendenza alcolica resistente
ad altri episodi terapeutici, in coesistenza di altre patologie aggravate dall’assunzione di alcool etilico
        Il farmaco è controindicato nei casi di malattie organiche e mentali gravi, nella malattia epilettica e convulsioni epilettiformi, nella pregressa o attuale dipendenza da sostanze stupefacenti, gravidanza o allattamento. L’Alcover deve essere impiegato sotto diretto controllo medico e deve essere assunto in presenza di una persona direttamente delegata dal medico, quando trattasi di pazienti affetti da deterioramento mentale e da grave compulsione all’alcol etilico, dotati di ridotta capacità di intendere e di volere e quindi esposti al rischio di sovradosaggio e di intossicazione acuta. Sono da evitare alcune interazioni farmacologiche con farmaci antiepilettici e sostanze psicoattive, l’uso contemporaneo con tali farmaci va dunque evitato. Si possono avere degli effetti sulla capacità di guidare autoveicoli o azionare macchinari.
Il meccanismo d’azione dell’Alcover

        L’alcol agisce a livello del neurotrasmettitore GABA, inducendo una stimolazione e conseguentemente generando un effetto gratificante. Il principio attivo dell’Alcover, agisce allo stesso modo inducendo gratificazione così che il soggetto potrà rimanere astinente dall’alcol comunque percependo un effetto positivo e gratificante prodotto dall’Alcover, farmaco non tossico ma terapeutico dell’alcolismo.
Sovradosaggio

        In caso di sovradosaggio il farmaco svolge essenzialmente azione depressiva sul sistema nervoso centrale con possibile stato confusionale e difficoltà di diuresi. In caso di ingestione eccessiva di Alcover, avvertire il proprio medico o recarsi al più vicino ospedale.
Effetti indesiderati

        Gli studi di sperimentazione clinica dimostrano che l’unico effetto collaterale osservato con frequenza è costituito da "vertigini soggettive" di entità lieve che compaiono spesso dopo la rima somministrazione. Tale sensazione sparisce spontaneamente nell’arco di 15-30 minuti e non si ripresenta dopo le successive somministrazioni. Segnalati anche alcuni casi in cui il farmaco ha provocato sensazioni di nausea.

        Gli obiettivi immediati del ricovero saranno costituiti da:
1) Disintossicazione
2) Eventuale terapia di patologie organiche alcool - correlate
Gli obiettivi successivi al ricovero saranno costituiti dalla formulazione di un progetto volto al mantenimento dell’astinenza attraverso:
1)Programma di colloqui psicoterapeutici ambulatoriali ed utilizzo di terapia avversiva (Disulfiram)
2)Programma di inserimento presso un Centro Alcoolisti in Trattamento (CAT) con utilizzo di terapia avversiva (Disulfiram)
3) Programma di inserimento presso una Comunità Terapeutica .
        La sindrome da dipendenza alcolica è indubbiamente la più comune tra le tossicodipendenze e, pertanto, è inevitabilmente quella destinata a realizzare i più frequenti quadri clinici atti a richiedere l’intervento medico, sia attraverso il Servizio di PSA, sia tramite il ricovero in ambiente ospedaliero.
        Vengono qui di seguito descritte le misure terapeutiche che devono essere messe in atto per prevenire la sindrome da astinenza alcolica, o per curarla qualora questa si sia già manifestata; l’interruzione di un abuso cronico di alcool può infatti avvenire anche in modo accidentale, ad esempio in seguito ad una ospedalizzazione per malattie intercorrenti; è quindi importante la raccolta accurata della anamnesi (raccolta possibilmente utilizzando anche il contributo dei familiari) per quanto riguarda l’utilizzo di sostanze d’abuso.
        Nei casi in cui la dinamica del ricovero o i segni clinici inducano il sospetto di una intossicazione alcolica in atto, sarà opportuno procedere, previa autorizzazione del paziente, alla valutazione dell’alcolemia, da effettuare anche con urgenza se lo impone la necessità di dirimere con prontezza un dubbio diagnostico.
        Nella terapia della Sindrome da Astinenza Alcolica, così come nel trattamento della disassuefazione dall’alcool, è possibile scegliere tra due diversi tipi di intervento: il primo è basato sulla utilizzazione di psicofarmaci (benzodiazepine e neurolettici) che, pur non riducendo il craving per l’alcool, sono in grado di controllare la sintomatologia astinenziale; il secondo prevede l’utilizzo di un farmaco agonista (Gamma idrossi Butirrato di Sodio) che appare in grado di ridurre la spinta compulsiva al bere e previene l’insorgenza della sindrome da astinenza alcolica.
1° Intervento
Prima Fase: 
inizio e prosecuzione terapia anti - astinenziale ( 7 giorni)
Diazepam (Valium)
Clorpromazina (Largactil)
Seconda fase: progressiva riduzione della terapia farmacologica ( 3 - 4 giorni)
Diazepam
Clorpromazina
Terza fase: dimissione e prosecuzione del trattamento presso il SERT
2° Intervento
Gamma idrossi - Butirrato di Sodio (Alcover)
        Se necessario, alla terapia con Gamma idrossi - butirrato di sodio possono essere associati altri farmaci sintomatici:
Benzodiazepine: Diazepam  (Valium) 
Clordiazeposido (Librium)
alfa 2 adrenergici: Clonidina (Catapresan)
Il periodo di ricovero previsto dipende da:
I) Assenza di patologia organica correlata:
       Disassuefazione: 10 - 11 giorni
II) Presenza di patologia organica correlata:
   Il periodo di ricovero e’ relativo alla gravita’ della patologia (epatopatia, neuropatia, miocardiopatia ecc.).